Coppa del Mondo maschile 2019: trionfa il Brasile! Sul podio anche Polonia e Stati Uniti

Il Capitano del Brasile Bruno Mossa de Rezende solleva la Coppa del Mondo 2019 (Foto FIVB)

Hiroshima. L’edizione numero 14 della Coppa del Mondo maschile di pallavolo si è conclusa con il successo del Brasile (al terzo trionfo nella manifestazione). Dodici le squadre partecipanti al girone unico: gli organizzatori del Giappone, i Campioni del Mondo in carica della Polonia e le prime due formazioni nel ranking FIVB per federazione continentale: Egitto e Tunisia (Africa), Iran ed Australia (Asia e Oceania), Italia e Russia (Europa), Argentina e Brasile (Sud America), Canada e Stati Uniti (Centro e Nord America). I verdeoro allenati da Renan dal Zotto e trascinati in campo da Alan e Leal (oltreché dai soliti Bruno, Lucarelli e Lucas) hanno dominato la competizione vincendo tutti gli incontri, lasciando per strada un solo punto in seguito alla vittoria al tiebreak nello scontro diretto contro la Polonia (seconda classificata), andato in scena nella nona giornata della manifestazione. Per la formazione guidata da Vital Heynen, reduce dalla medaglia di bronzo ai recenti campionati europei, la medaglia d’argento nel torneo è la conferma (semmai ce ne fosse stato bisogno) dell’assoluta forza di Leon e compagni (ancora senza Kurek), nonostante le sconfitte negli scontri diretti (oltre al ko contro i verdeoro i biancorossi sono stati sconfitti anche dagli USA). Medaglia di bronzo per i campioni uscenti degli Stati Uniti, reduci dall’argento conquistato nella VNL; la squadra di John Speraw e dei “modenesi” Matt Anderson (tornato all’ombra della Ghirlandina dopo sette anni di trionfi allo Zenit Kazan), Micah Christenson e Maxwell Holt, paga la sconfitta all’esordio con l’Argentina, prima di rialzarsi e cadere solo un’altra volta (contro i campioni olimpici del Brasile), chiudendo il torneo in crescita. Quarto posto per i padroni di casa del Giappone, quinta l’Argentina, sesta la Russia infarcita di giovani di Tuomas Sammelvuo, settima l’Italia bis di Blengini e, a seguire, l’Iran, il Canada, l’Egitto, l’Australia e la Tunisia.

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