Eleonora Lo Bianco spegne 40 candeline: dai trionfi in nazionale a quelli con i club, l’irripetibile carriera della palleggiatrice migliore di sempre!

Eleonora Lo Bianco, capitana dell’Italia, durante la Coppa del Mondo 2007 in Giappone (Foto FIVB)

E’ Borgomanero (in provincia di Novara) il comune che può vantarsi di aver dato i natali, il 22 dicembre del 1979, alla donna che sarà destinata a vestire la maglia della nazionale più di chiunque altro (in assoluto, di qualunque disciplina – femminile o maschile), ben 548 volte. Dopo gli esordi nella squadra piemontese della Pallavolo Omegna, una stagione (1998/1999) nel Club Italia (che le permette di esordire, già nel 1998, in nazionale) ed una a Busto Arsizio (in A2, nel 1999/2000), approda in serie A1 nella stagione 2000/2001 dopo essere stata ingaggiata dall’Olimpia Ravenna, dove resta due anni. Ad allenarla, nella formazione romagnola, c’è Manuela Benelli (il primo anno come vice di Marco Bonitta, il secondo come capo allenatore), ex palleggiatrice ritiratasi l’anno precedente, in onore della quale Eleonora sceglierà in futuro la maglia numero 14 (utilizzato dalla Benelli da giocatrice). Nel 2001, ai Campionati Europei che si disputano in Bulgaria, conquista la medaglia d’argento (l’oro è della Russia). Nel 2002, invece, è protagonista del primo, storico (finora unico), oro della nazionale italiana femminile di pallavolo ai Campionati del Mondo. A Berlino, il 15 settembre, la selezione azzurra guidata da Marco Bonitta e formata da Eleonora Lo Bianco, Elisa Togut, Francesca Piccinini, Elisa Rinieri, Manuela Leggeri, Anna Vania Mello e Paola Cardullo (oltre a Rachele Sangiuliano, Sara Anzanello, Paola Paggi, Darina Mifkova e Valentina Borrelli), supera gli Stati Uniti 3 a 2 (18-25, 25-18, 25-16, 22-25, 15-11) e si laurea Campione del Mondo. Dopo l’esperienza a Ravenna gioca tre anni a Jesi, continuando a far incetta di medaglie con la maglia della nazionale: tre argenti, due al World Gran Prix (Italia 2004 e Giappone 2005 – sempre alle spalle del Brasile) ed un altro ai Campionati Europei del 2005 (sconfitta in finale dalla Polonia padrona di casa). Dalla stagione 2005/2006 a quella 2010/2011 vive cinque anni indimenticabili alla Foppapedretti Bergamo (con Francesca Piccinini e tante altre campionesse), ricchi di trionfi: 2 scudetti (2005/2006 e 2010/2011), 2 Coppe Italia (2005/2006 e 2007/2008) e 3 Champions League (2006/2007, 2008/2009, 2009/2010). Anni di successi, anche con la maglia azzurra. Nel 2007, il 30 settembre (con Massimo Barbolini in panchina), l’Italia conquista la medaglia d’oro ai Campionati Europei in Lussemburgo superando la Serbia 3 a 0 (26-24, 25-18, 25-21). Qualche mese dopo, a Nagoya, le azzurre conquistano la Coppa del Mondo lasciandosi alle spalle Brasile e Stati Uniti. Nel 2009, l’Italia bissa il successo ai Campionati Europei in Polonia superando in finale l’Olanda 3 a 0 (25-16, 25-19, 25-20). Qualche mese dopo, in Giappone, le azzurre conquistano la medaglia d’oro anche alla Grand Champions Cup, davanti al Brasile ed alla Repubblica Dominicana. La bacheca azzurra si arricchisce anche di quattro medaglie di bronzo, conquistate nel World Grand Prix (Italia 2006, Cina 2007, Giappone 2008, Cina 2010). Ma le sfide di Eleonora non si sono limitate solo al campo da gioco. Nel novembre 2010, durante i Campionati del Mondo in corso di svolgimento in Giappone, la scoperta del dramma, come racconta lei stessa all’Eco di Bergamo (19 gennaio 2011): “Osservandomi con attenzione, ho scoperto sulla pelle qualcosa che mi riesce difficile definire: diciamo un incavo, una smagliatura. E all’autopalpazione ho sentito che sotto c’era qualcosa di duro, un nodulo insomma. Ma non ne ho parlato con nessuno, tranne che con una compagna di squadra…Mancava un  paio di giorni al rientro in Italia e ho preferito fare tutto una volta tornata a Bergamo. Mi sono rivolta subito a un’amica radiologa, che mi ha anticipato ciò che sarebbe risultato il giorno dopo all’accertamento clinico: un nodulo che andava asportato il più presto possibile. Nel giro di poche ore sono entrata all’Istituto Europeo Oncologico di Milano, dove sono stata presa in cura dall’équipe del professor Veronesi. Lì i medici hanno parlato chiaro sin dal primo momento. Con molto tatto, ma senza nascondere niente, mi è stato detto che c’era un ventaglio di ipotesi: dalla più benevola, cioè che tutto sarebbe finito con l’asportazione, alla più nera in caso di metastasi. Lo avrebbero accertato con l’intervento.” L’operazione si svolge mercoledì 1 dicembre 2010, il male è sconfitto. Leo torna in campo nel 2011 e dà il suo fondamentale contributo alla Foppapedretti di Davide Mazzanti (al suo primo anno da capo allenatore in Serie A1) per la conquista del titolo, ottenuto in gara 5 a Villa Cortese, in casa della MC Carnaghi, il 6 giugno 2011 (3 a 1; 19-25, 25-22, 26-24, 25-20). E’ il secondo scudetto di Eleonora Lo Bianco (l’ottavo, e finora ultimo, per Bergamo). Al termine della stagione lascia la società lombarda per trasferirsi in Turchia, al Galatasaray, dove resta 3 anni.  Nel mentre, c’è tempo per un ultimo (l’ennesimo) trionfo con la nazionale italiana, che arriva in Giappone, dove le azzurre (detentrici della manifestazione conquistata nel 2007) si ripetono in Coppa del Mondo, laurenadosi campionesse davanti agli Stati Uniti ed alla Cina. Nel 2014/2015 indossa la maglia del Fenerbahce (nelle cui file gioca anche la fuoriclasse sudcoreana Yeon-Koung Kim) e vince sia il Campionato che la Coppa di Turchia. La stagione successiva (2015/2016) è quella del ritorno a casa, nella sua Bergamo. In panchina c’è Stefano Lavarini, in campo, con lei a comporre la diagonale, l’opposto Katarina Barun. Il 20 marzo 2016, nella finale disputata a Ravenna, arriva il successo in Coppa Italia: 3 a 0 (25-23, 27-25, 25-17) contro la Nordmeccanica Piacenza. Nel novembre dello stesso anno annuncia il suo addio alla nazionale, auspicando un ricambio generazionale in vista dei prossimi giochi olimpici ed indicando in Ofelia Malinov ed Alessia Orro le sue eredi. Resta a Bergamo un’altra stagione, prima di trasferirsi a Casalmaggiore (2017/2018). Il 25 marzo 2019, al Salone d’Onore del Coni, viene inserita nella Hall of Fame della pallavolo italiana. Pochi giorni dopo, il 5 aprile, ufficializza l’addio alla pallavolo giocata in una lettera pubblicata sulla Gazzetta dello Sport; un arrivederci, come dice lei stessa, immaginando in futuro un ruolo diverso. Giovedì 12 settembre diventa mamma di Emma. Oggi compie 40 anni: tantissimi auguri di buon compleanno, Eleonora “Leo” Lo Bianco.  

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