Dalla palestra di Holyoke alle Olimpiadi di Tokyo, dal cambio palla al rally point system: la pallavolo compie 125 anni!

La nazionale giapponese di pallavolo femminile alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964 (Foto FIVB)

Holyoke, Massachusetts. E’ il 9 febbraio del 1895 quando William G. Morgan, nato nel 1870 a Lockport (New York), insegnante di educazione fisica presso il collegio YMCA di Holyoke, presenta ad alcuni colleghi una nuova disciplina, da lui inizialmente chiamata “mintonette” (un nome probabilmente ispirato al “minon”, un gioco con la palla praticato in Francia da nobili e dame nel Settecento). L’idea che aveva ispirato Morgan era quella di un gioco che si potesse praticare al coperto, per potersi allenare durante la stagione invernale, in cui la capacità di concentrazione e l’agilità fossero prevalenti rispetto alla forza. Al fine di evitare il duro contatto fisico presente nel basket, inventato appena quattro prima a Springfield da James Naismith, l’utilizzo della rete, suggerita dal tennis, sembrò da subito la soluzione più efficace per separare le due squadre. Fulcro del gioco era il concetto che la palla non dovesse mai cadere. Un anno dopo, all’inizio del 1896, presso l’YMCA College di Springfield, si tenne una conferenza che riuniva tutti i direttori di educazione fisica della Young Men’s Christian Association. La dimostrazione tenuta da Morgan prevedeva due squadre di cinque giocatori, i cui capitani erano rispettivamente J. J. Curran (sindaco di Holyoke) e John Lynch (capo dei vigili del fuoco di Holyoke). Nel corso dell’esibizione, il professor Alfred T. Halstead, osservando lo sviluppo del gioco, propose a Morgan di cambiarne il nome in “Volley Ball”, il quale accettò il suggerimento. Il pallone utilizzato era stato fabbricato dalla A. G. Spalding & Bros., alla quale Morgan si era rivolto chiedendone uno che avesse determinate caratteristiche. La palla svilupata era rivestita in pelle, con una camera d’aria in gomma, una circonferenza compresa tra 25 e 27 pollici, un peso non inferiore e 9 e non superiore a 12 once. Le regole iniziali erano diverse da quelle vigenti ai nostri giorni, a partire dall’altezza della rete, per arrivare al numero di giocatori, alla durata ed al numero di tocchi consentiti. La conferenza fu un successo. Nel luglio del 1896 venne pubblicato un breve rapporto sul nuovo gioco e, un anno dopo, nel 1897, le sue regole vennero inserite nel primo manuale ufficiale della YMCA Athletic League nordamericana. La YMCA adottò la nuova disciplina in tutte le sue strutture e, nel 1900, la pallavolo valicò anche i confini degli Stati Uniti per essere praticata per la prima volta anche all’estero, in Canada. Nel 1916 le regole della pallavolo furono pubblicate anche dalla National College Athletic Association (NCAA), un fattore che contribuì notevolmente alla crescita della disciplina tra gli studenti universitari. Nel 1913 si diffuse in Asia, dopo essere stata inserita nei Giochi dell’Estremo Oriente organizzati a Manila, nelle Filippine; proprio ai filippini viene attribuita l’invenzione della “schiacciata”. Il “muro”, invece, utilizzato soprattutto nei Paesi dell’Est, venne introdotto nel 1938. In Europa la pallavolo arrivò durante la prima guerra mondiale, importata dall’esercito statunitense. In Italia, a Porto Corsini (una frazione di Ravenna situata sul litorale adriatico), i soldati americani la praticavano regolarmente. Nel 1918 il numero di giocatori per squadra fu portato a sei. Nel 1922 il numero massimo di tocchi fu ridotto a tre. Ma non erano regole omogenee per tutti i Paesi. L’uniformità avvenne solo al termine della seconda guerra mondiale. Nell’aprile del 1947, le delegazioni di quindici federazioni nazionali (Belgio, Brasile, Cecoslovacchia, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Jugoslavia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Stati Uniti, Ungheria, Uruguay) si riunirono a Parigi dando vita alla Fédération Internationale de Volleyball (FIVB). Successivamente, aderirono alla Federazione anche l’Unione Sovietica, il Giappone, la Bulgaria e l’allora Repubblica Democratica Tedesca. L’Italia organizzò nel 1948 la prima edizione dei Campionati Europei maschili (vinta dalla Cecoslovacchia), mentre l’anno dopo (1949) la Cecoslovacchia organizzò la prima edizione dei Campionati del Mondo maschili, che si concluse con il successo dell’Unione Sovietica. Sempre nel 1949 a Praga si tenne la prima edizione dei Campionati Europei femminili (vinta dall’URSS), mentre la prima edizione dei Mondiali femminili si tenne a Mosca nel 1952 e vide il trionfo delle padrone di casa. Una data indimenticabile nella storia di questo sport è senza dubbio il 1964: la pallavolo è tra le discipline che prendono parte alla edizione numero XVIII dei Giochi Olimpici, che si disputano a Tokyo dal 10 al 24 ottobre del 1964; la prima medaglia d’oro in campo femminile la conquista il Giappone, mentre in campo maschile trionfa l’Unione Sovietica. Il Beach Volley dovrà attendere invece fino al 1996, per poter fare la sua prima apparizione olimpica, alla XXVI edizione dei Giochi disputati ad Atlanta. Il primo oro femminile lo conquista il Brasile, mentre in campo maschile trionfano gli Stati Uniti. Nel 1999, la FIVB, anche per venire incontro ad esigenze televisive e di pubblico, al fine di contenere l’imprevedibile durata delle partite, rivoluziona il sistema di punteggio, eliminando il “cambio palla” ed introducendo il “rally point system”, che entra in vigore un anno dopo, nel 2000. Dal 1985, Holyoke, dove tutto ebbe inizio, è la sede della Volleyball Hall of Fame. (Fonti: FIVB, International Volleyball Hall of Fame)

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