Brasile, Sheilla Castro si racconta: dall’esperienza in Italia alla nazionale fino al ritorno in campo con il Minas!

Sheilla Castro con la maglia della nazionale brasiliana (Immagine Divulgação)

Belo Horizonte. Sheilla Castro De Paula ha rilasciato qualche giorno fa le sue impressioni in una chiacchierata in streaming con l’amico Bruno Fiorotto (giocatore di basket). La fuoriclasse brasiliana, uno dei più forti opposti della storia, tornata quest’anno all’attività agonistica con la maglia del Minas dopo il momentaneo ritiro successivo all’Olimpiade di Rio nel 2016 e la successiva maternità, ha detto di aver trovato la SuperLiga brasiliana più lenta nel gioco rispetto, per esempio, al campionato italiano, che ha conosciuto in giovane età quando si trasferì a Pesaro. Nata a Belo Horizonte il primo luglio del 1983, dopo quattro anni al Minas, Sheilla, poco più che ventenne, approda in Italia spinta dal desiderio di vivere da sola e fare esperienze. Resta nel Belpaese quattro anni (vincendo lo scudetto nel 2008), prima di tornare in Brasile per le successive sei stagioni (tra Sao Caetano, Rio de Janeiro e Osasco). Poi, dal 2014 al 2016 torna in Europa, stavolta in Turchia, per vestire la maglia del Vakifbank (con cui vince il titolo nel 2016). Il suo tecnico Giovanni Guidetti vede in lei qualità da coach, in tanti le dicono che ha una grande visione di gioco, ma in futuro, ammettendo di non avere molta pazienza, Sheilla non si vede nei panni di allenatrice. Sono però i successi con la nazionale verdeoro ad averla portarta nell’Olimpo della pallavolo mondiale, soprattutto gli ori Olimpici di Pechino 2008 e Londra 2012. Tra i momernti più esaltanti, ricorda il successo nei quarti di finale a Londra contro la Russia, mentre tra le sconfitte pesano quelle al Mondiale del 2014 (contro gli Stati Uniti) ed alle Olimpiadi di Rio nel 2016 (contro la Cina). Parlando proprio della rassegna a cinque cerchi, Sheilla ha dichiarato di essere tornata in campo per prepararsi ad andare a Tokyo dopo la richiesta, pervenuta anche alla centrale Fabiana, da parte del tecnico Ze Roberto. Il rinvio sarà dunque una opportunità per avere più tempo per guadagnare massa muscolare. Parlando del ricambio generazionale ha ricordato che, quando era giovane, viveva la pallavolo intensamente, trascurando tante altre cose. Racconta di essersi sempre presa cura di sé stessa, di non essere mai andata a dormire tardi, di essere sempre stata una perfezionista, con il solo obiettivo di migliorare allenandosi giorno dopo giorno in palestra. Ai giorni d’oggi, invece, non vede un simile impegno nelle atlete. A Londra, quando aveva 28 anni, veniva considerata già vecchia, mentre oggi una giocatrice di 26 anni viene trattata come una giovane. Con riferimento alla stagione anticipatamente conclusa ha espresso il suo rammarico per non aver potuto conquistare la SuperLiga, anche se è soddisfatta del successo nel Campionato Sudamericano per Club, che era l’altro obiettivo del Minas. (Fonte: webvolei.com.br)

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