Russia, parla il capo allenatore della Dinamo Kazan: Gilyazutdinov analizza la stagione e racconta il mito di Karpol!

Rishat Gilyazutdinov (Immagine Volleyball-club Dinamo Kazan)

Kazan. Al termine di una stagione chiusa anticipatamente con il titolo nazionale assegnato alla Dinamo Kazan (vincitrice della regular season e, precedentemente, della Coppa di Russia), il capo allenatore Rishat Gilyazutdinov ha rilasciato una lunga intervista in cui ha toccato numerosi temi. Con riferimento all’assegnazione del titolo ha sportivamente dichiarato che, ovviamente, qualora si fossero completati i play off, il risultato sarebbe potuto essere diverso, anche se la squadra stava attraversando un momento di grande condizione: “La squadra era in forma ottimale. L’unico aspetto negativo era stata l’incertezza sulla partecipazione alla Coppa CEV. Ci siamo fermati ai quarti di finale. Abbiamo giocato la gara d’andata in casa contro Busto Arsizio vincendola 3 a 0. Dovevano andare a giocare il ritorno in Lombardia, la regione maggiormente colpita dal coronavirus. I biglietti per il viaggio erano stati acquistati, ma la situazione è cambiata non solo ogni giorno, ma più volte durante lo stesso giorno. Alla fine non siamo volati in Italia e questo ci ha creato delle difficoltà nella gestione delle giocatrici: abbiamo dovuto ridisegnare la preparazione per le successive partite del campionato russo. Ma in ogni caso, abbiamo gestito correttamente questa situazione. E la semifinale d’andata dei play off vinta contro la Dinamo Mosca ha confermato che le ragazze erano in buona forma”. Il tecnico si è detto inoltre soddisfatto dell’investimento fatto sulle giovani nella passata stagione, che quest’anno ha iniziato a dare i frutti sperati, tanto che in rosa ci sono ben cinque elementi nati tra il 2002 ed il 2004: “Le nostre giovani giocatrici sono cresciute, hanno acquisito esperienza e l’hanno usata in questa stagione. Non per tutte le ragazze, in termini di condizioni fisiche, è andata bene, ma comunque, la scorsa stagione è stata un vantaggio per le giocatrici e per il club nel suo complesso”. Soddisfatto per il prolungamento del contratto della regista Startseva: “Sono molto lieto che la collaborazione tra il club ed Evgeniya continui per altri due anni. Lei è davvero il primo violino della nostra orchestra. Lavoriamo insieme da molto tempo, ma voglio far notare che Startseva è in continua evoluzione. Nel corso degli anni Evgeniya ha compiuto notevoli passi in avanti. È una combattente ed è la nostra leader, il vero capitano della squadra. Voglio sottolineare però che le nostre vittorie sono il risultato del lavoro di tutto il team, della motivazione e dedizione di tutte le giocatrici del club: dall’esperienza di Koroleva, Maryukhnich, Podkopaeva alle altre, giovani e straniere.” A proposito delle straniere in squadra: “Bethania De La Cruz è una giocatrice molto esperta. Quando abbiamo preso in considerazione la possibilità di ingaggiarla, abbiamo innanzitutto focalizzato l’attenzione sull’esperienza che avrebbe dato a livello internazionale. È una giocatrice della nazionale della Repubblica Dominicana. Ha giocato per i principali club europei. Inoltre conosceva già il nostro campionato avendo giocato una stagione (2016/2017) alla Dinamo Mosca. Bethania è una combattente, ha il carattere di una vincitrice. Il suo contributo al successo di questa stagione è stato enorme. Trasmette fiducia alla squadra e lo fa attraverso i suoi occhi, il suo atteggiamento, il livello di gioco che è in grado di esprimere. Samantha Fabris è anche lei una giocatrice di altissimo livello. L’ho notata due anni fa quando abbiamo affrontato l’Imoco Volley Conegliano in Champions League. Mi ha colpito l’esecuzione potente e veloce dei suoi attacchi. E, non appena c’è stata l’occasione di portarla nel nostro club, mi sono attivato immediamente. Samantha è allegra, socievole, si è integrata alla squadra senza problemi e capisce bene il russo. Con Bethania parliamo principalmente in inglese, alle volte Samantha ci aiuta con la traduzione. Ma ripeto, Bethania è una giocatrice così esperta che le bastano due o tre frasi per capire tutto perfettamente. Sono due grandi professioniste e Ie giovani dovrebbero imparare da loro”. Con riferimento a possibili rinforzi per la prossima stagione che vedrà la Dinamo Kazan impegnata in Champions League: “La squadra sarà al 90% quella di quest’anno. Potrebbero esserci dei cambiamenti, ma ne stiamo ancora discutendo, ed al momento non posso dire di più. Ma la base non cambierà. Anche le giovani giocatrici rimarranno, anche se qualcuna sarà mandata in prestito a fare esperienza”. Sulle principali avversarie in campo internazionale: “In Italia ed in Turchia i campionati sono molto competitivi. Tante delle migliori giocatrici al mondo si trovano lì. Inoltre, Italia e Turchia non sono come la Russia, le squadre non devono fare lunghi spostamenti. Noi abbiamo Sakhalin, Kaliningrad, Ekaterinburg, Chelyabinsk, Krasnodar. Tanti voli e molto tempo trascorso sugli aerei. Ho calcolato che, rispetto ad i club italiani e turchi, la scorsa stagione abbiamo perso 22-24 giorni di allenamento a causa dei viaggi interni. Le straniere che arrivano nel campionato russo devono abituarsi alle nostre condizioni, e questo è molto difficile”. Quando gli viene chiesto se l’esperienza di un allenatore in un club debba avere un arco temporale delimitato, dice: “Rispondo in questo modo, con l’esempio dell’Uralochka e di Nikolai Vasilievich Karpol, che guida questa squadra da oltre 50 anni. E tutto funziona in modo fruttuoso ed assolutamente sorprendente. È uno dei pilastri della pallavolo russa. Quando mi chiese di entrare nel suo staff mi sono trasferito ad Ekaterinburg. Karpol è un totem, non solo della nostra pallavolo, ma a livello mondiale. Non ce n’è rimasta molta di gente così. Guardandolo, capisci che è quasi impossibile raggiungere tali altezze. Nikolai Vasilievich è un insieme di conoscenze non solo di tutti gli aspetti della pallavolo, ma anche di psicologia, di saggezza, ed ha una incredibile energia. Dall’esterno può sembrare un tirannno, ma in realtà, ripeto, è un fine psicologo sensibile alle persone ed un grande attore in un teatro creato da lui stesso”. Infine, il suo pensiero sulle Olimpiadi: “Lo slittamento dei Giochi è sicuramente un vantaggio per la Russia. Il cambio di allenatore ha aperto altre prospettive e ci sarà più tempo per la preparazione. Conosco Sergio Busato e sono impressionato, ad esempio, dal fatto che abbia introdotto alcuni nuovi metodi di lavoro”. (Fonte: Volleyball club Dinamo-Kazan)

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