Andrea Giani, dai trionfi azzurri alla Hall of Fame: l’universale (e simbolo) della pallavolo italiana compie 50 anni!

Andrea Giani con la maglia di Modena, il giorno del suo ritiro dalla pallavolo giocata

Universale. E’ la prima parola che viene in mente pensando ad Andrea Giani, ovvero ad un fuoriclasse che, considerato tra i più forti centrali della storia, ha saputo esprimersi ai massimi livelli anche nei ruoli di opposto e di schiacciatore. Chi scrive ha iniziato a seguire la pallavolo nella seconda metà degli Anni ’90, quando il futuro Hall of Fame, nato a Napoli il 22 aprile del 1970, vestiva, per la prima volta in carriera, la maglia di quella Daytona Modena che, nella stagione 1996/1997, guidata da Daniele Bagnoli, trionfò in Coppa Italia, Campionato e Coppa dei Campioni. Con lui, in campo, altri grandissimi del calibro di Fabio Vullo, Juan Carlos Cuminetti, Luca Cantagalli, Marco Bracci e Bas Van De Goor. Un’altra epoca, quella del cambio palla, che stava volgendo al termine. Un’epoca segnata inequivocabilmente dalla generazione dei fenomeni (la squadra del secolo degli Andrea Gardini, Lorenzo Bernardi, Samuele Papi e tanti altri) forgiata da Julio Velasco che, tra il 1990 ed il 1998, vinse tre mondiali consecutivi (e molto altro ancora). E Giani, che la maglia azzurra ha vestito per ben 474 volte (record in campo maschile), di quella nazionale fu tra i protagonisti e, forse, il volto più noto. Perchè anche i meno esperti di pallavolo non potevano non conoscere quel famoso spot televisivo di inizio anni ’90 in cui, al termine di una partita, Andrea firmava un autografo su un celebre cono gelato. Sì, perchè prima delle undici stagioni a Modena (con cui conquista due Scudetti, due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa Cev e due Coppe dei Campioni) che hanno segnato indelebilmente la sua carriera, ce ne sono state altrettante (e significative) passate a Parma, in cui approda, appena quindicenne, dopo gli esordi a Sabaudia. Con la maglia della Società che tra il 1987 ed il 1994 ha i colori della Maxicono, Giani vince 3 scudetti, 3 Coppe Italia, 3 Coppe delle Coppe, 2 Coppe Cev ed un Mondiale per Club. Trionfi che arrivano prima con la guida tecnica di Gianpaolo Montali, poi con quella di Bebeto (che ritroverà anche in nazionale nell’era post Velasco iniziata nel 1997). In campo, anche qui, campioni straordinari come Andrea Zorzi, Renan Dal Zotto, Claudio Galli e Marco Bracci (che ritroverà a Modena). Ma, prima, si parlava di nazionale. Un amore iniziato nel 1988, anno del suo esordio, e ricolmo di trionfi: 3 Campionati Mondiali (1990, 1994, 1998), 4 Campionati Europei (1993, 1995, 1999, 2003), 1 Coppa del Mondo (1995) e 7 World League (1991, 1992, 1994, 1995, 1997, 1999, 2000). A lui, come a tutta la pallavolo italiana, manca solo l’oro Olimpico. Eppure, anche dalle rassegne a cinque cerchi, Giani torna con 3 medaglie: due argenti (1996, 2004) ed un bronzo (2000). Lascia la pallavolo giocata il 18 aprile 2007 per intraprendere subito la carriera di allenatore, sempre a Modena, conquistando subito una Challenge Cup. Un anno dopo il ritiro, nell’ottobre del 2008, ad Holyoke (nel Massachusetts, dove la pallavolo è nata) viene inserito nella Hall of Fame perché, come disse Doug Beal (all’epoca membro della commissione): “Giani è stato il giocatore più duttile nell’era della specializzazione”. Oggi compie 50 anni. Tantissimi auguri di buon compleanno. (Fonti: “Guida al Volley” di Lorenzo Dallari e “La leggenda azzurra” di Lorenzo Dallari)

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