Cristian Savani si ritira: il capitano della nazionale medaglia di bronzo a Londra 2012 dice addio alla pallavolo giocata

Cristian Savani con la maglia della nazionale a Londra nel 2012 (Immagine FIVB)

“Mi fermo qui, ho deciso di ritirarmi. Un po’ a causa di qualche problema fisico, un po’ perchè di testa sento il bisogno di altri stimoli”. Con queste parole, rilasciate a Davide Romani nell’intervista pubblicata oggi sulla Gazzetta dello Sport, Cristian Savani ha salutato la pallavolo giocata. Nato il 22 febbraio del 1982 a Castiglione delle Stiviere (in provincia di Mantova), Cristian ha vissuto molte esperienze in giro per il mondo, dalla Turchia alla Cina (vincendo il campionato nel 2014 e nel 2015 con la maglia dello Shanghai) passando per il Qatar (coppa nazionale vinta nel 2014 con l’Al Arabi). In Italia, tra le altre, ha vestito le maglie di Montichiari (la squadra che lo ha lanciato e dove avrebbe voluto chiudere la carriera), della Lube (con cui ha conquistato lo scudetto e la supercoppa italiana nel 2012), della M. Roma Volley (con cui ha vinto la Coppa CEV nel 2008), di Trento, Latina e Verona. Ma la maglia con cui lo ricorderemo certamente di più è quella azzurra, indossata ben 231 volte: 4 medaglie agli Europei (2 d’oro nel 2003 e nel 2005 – quello di Roma, ultimo trionfo dell’Italia – ed altrettante d’argento nel 2011 e nel 2013), 3 in World League (1 argento nel 2003 e 2 bronzi nel 2004 e nel 2013) e, soprattutto, il bronzo olimpico conquistato a Londra nel 2012, da capitano della selezione guidata da Mauro Berruto, con tanto di maglietta di Vigor Bovolenta (scomparso il 24 marzo dello stesso anno) portata sul podio. E proprio la medaglia olimpica è quella a cui è più legato perchè, come ha detto nell’intervista: “le Olimpiadi sono il sogno di ogni bambino che inizia a fare sport. In più, io di quell’Italia ero il capitano. Poi vincendo quella medaglia siamo riusciti a portare sul podio la maglia di Bovolenta, una caro amico”. Il giocatore a cui si è ispirato: “Andrea Giani. A 18 anni, durante l’estate, feci un collegiale con la Nazionale. Ho diviso la camera con il Giangio. Per me è un esempio, la persona che stimo di più, quella a cui mi sono sempre ispirato”. (Fonte: La Gazzetta dello Sport)

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