Milena Rasic si racconta: “piango spesso dopo una sconfitta, ma la pallavolo mi ha insegnato a rialzarmi”

Milena Rasic con la maglia della Serbia durante i Mondiali 2018 (Immagine FIVB)

Istanbul. In un’intervista rilasciata via social attraverso i canali della Federazione di pallavolo serba, Milena Rasic ha raccontato un po’ della sua carriera. Tra le più forti centrali al mondo, dalla stagione 2014/2015 difende i colori del VakifBank, con cui ha conquistato 3 titoli nazionali, 1 Coppa di Turchia, 2 Supercoppe, 2 Champions League e 2 Mondiali per Club. Nelle precedenti stagioni in Francia, invece, con la maglia del Cannes aveva conquistato 4 titoli ed altrettante coppe nazionali. Senza dimenticare i trionfi in nazionale: 2 Campionati Europei, un Mondiale ed un argento olimpico. “Iniziare a praticare la pallavolo è stata la mia fuga dalla realtà. Non vedevo l’ora di incontrare i miei amici e giocare, ero felice. La pallavolo mi ha insegnato molte cose e mi ha aiutato a crescere sana anche come essere umano. E’ uno sport di squadra, puoi anche avere le migliori giocatrici al mondo, ma è sufficiente che una dica ‘io, io, io’ per far cadere tutto a pezzi. E’ un onore ed un grande piacere far parte della nazionale della Serbia. Fin da subito, appena ti unisci alla squadra, ti senti come se fossi parte di qualcosa di più grande. Non ci sono parole per descrivere l’amicizia e l’atmosfera che abbiamo creato, senza cui non avremmo raggiunto i risultati che abbiamo ottenuto. Siamo una squadra da sogno, ma la cosa più importante è che siamo una squadra vera. Riceviamo molte mail di supporter provenienti da tutto dal mondo. E’ incredibile! Penso che tutto sia iniziato alle Olimpiadi del 2016. Non eravamo tra le pretendenti, siamo andate per fare del nostro meglio. Poi abbiamo battuto gli Stati Uniti in semifinale, e tutto il palazzetto ha fatto il tifo per noi perché eravamo sfavorite”. Ma la vita non è fatta solo di successi. Milena Rasic ricorda il Mondiale per Club 2019 come uno dei momenti più difficili della sua carriera. “Non ero in buona forma ed ho avuto problemi a trovare il mio gioco. Sono stata davvero male. Fortunatamente, abbiamo ottenuto una medaglia di bronzo. Sono troppo emotiva e piango spesso dopo una partita, a volte anche dopo una brutta sessione di allenamento. Anche se gioco bene e perdiamo, soprattutto se giochiamo per una medaglia, mi capita di piangere spesso. Ma la pallavolo mi ha insegnato che quando cado, devo alzarmi e riprovarci, più forte e meglio di prima”. (Fonte: FIVB)

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