Katarina Barun lascia la pallavolo giocata: “dopo oltre vent’anni è arrivato il momento di iniziare una nuova vita”

Katarina Barun con la maglia di Novara, miglior giocatrice della stagione 2016/2017 (Immagine LVF)

“Per la prima volta, dopo 23 stagioni, non mi trovo qui a pensare al futuro sotto rete, a una nuova squadra, a una nuova sfida, alla prossima partita da giocare. Dopo oltre vent’anni è arrivato per me il momento di lasciare le ginocchiere in armadio e di prepararmi a iniziare una nuova vita. Avevo 14 anni quando ho indossato per la prima volta la maglia del Mladost Zagabria, la mia prima squadra, ne avevo 36 quando qualche mese fa, prima che il mondo tutto si dedicasse a una sfida molto più importante e delicata, ho giocato l’ultima partita con le mie compagne dell’Ageo Medics, in Giappone. Nel mezzo, 12 club e 6 diversi campionati, 6 Scudetti, 5 Coppe nazionali e una Champions League. Ho vissuto ogni giorno con la stessa passione e determinazione, sentimenti che mi hanno accompagnata nei momenti più belli come in quelli più difficili. Ho donato tutta me stessa a questo sport che, in cambio, mi ha dato moltissimo: un percorso di formazione umana e tecnica, amicizie, legami profondi e vittorie. Più di quello che magari mi sarei immaginata quando ho iniziato. Provo gratitudine per tutte le persone che mi hanno accompagnata in questo lungo viaggio e racchiudo nel mio cuore le tante emozioni che ho potuto vivere in questi anni. Le stesse emozioni che, almeno in parte, spero di aver a mia volta regalato a tutti quelli che mi hanno seguita. Per me comincia un nuovo percorso, lontano dal campo ma – ne sono certa – non lontano dal volley. Lo sport che oggi, come 23 anni fa, continuo ad amare profondamente. Ci vediamo presto!”. Con queste parole, postate oggi sul suo profilo Instagram, Katarina Barun Susnjar ha detto addio alla pallavolo giocata. Nata a Zagabria il primo dicembre del 1983, ha legato indissolubilmente la sua carriera all’Italia, in cui è approdata per la prima volta nella stagione 2006/2007 per indossare la maglia di Bergamo, con cui conquista la Champions League. L’anno successivo è a Chieri, quindi, dopo due stagioni in Romania, rimette piede nel Belpaese per difendere i colori di Novara (la città dove, complessivamente, resterà più anni). Dopo due stagioni in Piemonte si trasferisce a Villa Cortese, quindi vola in Azerbaijan. Torna a Novara nella stagione 2014/2015, con cui vince la Coppa Italia (3 a 1 contro Modena) da top scorer (con 31 punti messi a segno) ed MVP della finale. Nel 2015/2016 l’opposta croata è di nuovo a Bergamo dove, in diagonale con Eleonora Lo Bianco, vince ancora la Coppa Italia (3 a 0 nella finale giocata contro Piacenza). L’anno successivo (stagione 2016/2017 – nella quale viene incoronata miglior giocatrice della Serie A1) torna ancora a Novara (dove ritrova Marco Fenoglio, il tecnico con cui aveva lavorato a Bergamo dieci anni prima) e, in campo con Francesca Piccinini, Cristina Chirichella, Stefania Sansonna, Sara Bonifacio, Celeste Plak e Laura Dijkema, l’11 maggio del 2017 (al Pala Panini, in gara quattro della serie finale contro Modena), realizza il sogno di una città conquistando il primo, storico, scudetto nella storia della Agil Volley. (Fonte: profilo Instagram Katarina Barun Susnjar)

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