17 maggio 2000, Montali fa il miracolo nell’anno del Giubileo: Roma festeggia lo scudetto davanti a più di 15.000 tifosi!

Giocatori e Tifosi della Piaggio Roma festeggiano lo Scudetto 2000 (Immagine Becchetti Energy Group)

Roma. 17 maggio 2000: E’ un mercoledì sera, nella Capitale, nell’anno del Giubileo. Terza partita delle Finali Scudetto. La Piaggio, avanti due a zero nella serie, può chiudere i giochi vincendo in casa, in un PalaEur gremito di 15.133 spettatori (un record per il campionato italiano). Di fronte c’è Modena, ovvero la storia della pallavolo italiana e non solo. I ragazzi di Montali sono partiti tesi, contratti, consapevoli della posta in palio. Nel terzo set, però, la squadra ha iniziato a sciogliersi, a trovare la sua pallavolo, graziata anche dagli errori degli emiliani (capaci di sbagliare il servizio due volte su altrettanti match point a favore). E così, quando il centrale olandese Bas Van De Goor ha attaccato out il primo tempo regalando il 27-25 ai padroni di casa, è iniziata un’altra partita, che ha coronato i sacrifici di una stagione. Costruita per vincere, la squadra, guidata in panchina da un tecnico come Gian Paolo Montali (3 scudetti già messi in bacheca tra Parma e Treviso e futura guida della nazionale italiana che trionferà ai Campionati Europei nel 2003 e nel 2005), vanta in rosa pluricampioni appartenenti alla generazione dei fenomeni del calibro di Marco Bracci, Paolo Tofoli, Andrea Gardini e talenti come Osvaldo Hernandez, Vladimir Grbic, Ihosvany Hernandez e Marko Klok. La Piaggio conclude la Regular Season il 2 aprile (vincendo 3 a 0 a Cuneo contro la TNT Alpitour) al terzo posto (48 punti, frutto di 17 vittorie e 5 sconfitte), al termine di un appassionante testa a testa con la Sisley Treviso e la Lube Banca Marche Macerata (prima e seconda appaiate a quota 49). Qualche settimana prima, dopo la delusione in Coppa Italia (chiusa in semifinale con l’eliminazione da parte di Montichiari), c’era stata la prima, grande gioia della squadra della Capitale. A Firenze, località designata per lo svolgimento della Final Four, dopo aver sconfitto in semifinale i greci dell’Orestias 3 a 0 (25-11, 31-29, 25-18), il giorno dopo (5 marzo 2000) la Piaggio Roma aveva ottenuto il primo importante successo della sua storia, trionfando in Coppa CEV. Nella finale tutta italiana, la squadra capitolina, schierata da Montali con Tofoli (3) in palleggio ed O. Hernandez opposto (top scorer con 27 punti realizzati), i laterali Bracci (18) e V. Grbic (17), i centrali I. Hernandez (10) e Gardini (7) ed il libero Klok, aveva superato Casa Modena Unibon 3 a 2 (25-19, 23-25, 23-25, 25-20, 15-10). Un successo importante, capace di dare ulteriore convinzione ad un gruppo in costante crescita. I Play Off iniziano il 9 aprile. La Piaggio vince due partite tiratissime (entrambe per 3 a 2 – la prima in casa, la seconda al PalaGeorge) contro Montichiari ed avanza alle semifinali, che si giocano con un formato particolare, in un girone unico all’italiana. A sorpresa, non ci sono né Treviso (già vincitrice della Coppa Italia e della Champions League, superata nei quarti dalla Iveco Palermo) né Macerata (eliminata da Cuneo): a contendersi la finale con Roma ci sono l’eterna Modena, Cuneo e Palermo. La Piaggio vince il girone con 14 punti, vincendo 4 partite su 6  (con le due sole  sconfitte arrivate al tie break) davanti a Casa Modena (12 punti): sono loro le due finaliste. Il 10 maggio, davanti ai 7.330 spettatori del Palazzetto dello Sport all‘Eur, la Piaggio vince la gara di apertura imponendosi sulla squadra di Franco Bertoli per 3 a 1 (25-21, 27-29, 25-20, 25-14). Gara 2 si gioca il 13 maggio, nel tempio della pallavolo italiana: il PalaPanini. Roma viola il fattore campo espugnando Modena (schierata con campioni del calibro di Vullo, Cuminetti, Giani, Kantor, Van De Goor, Kazakov ed il libero Trimarchi) con il punteggio di 3 a 1 (25-22, 25-22, 21-25, 25-18), conquistandosi così la possibilità di chiudere i giochi già in gara 3, davanti ai propri tifosi. E torniamo così a quel 17 maggio. Quinto set, si gioca punto a punto. Sul 12 pari, l’opposto argentino Jaun Carlos Cuminetti contrattacca per portare avanti Modena, ma viene fermato a muro da Ihosvany Hernandez: 13 a 12 per la Piaggio. Pareggia i conti Andrea Giani (13-13). Ihosvany Hernandez attacca in primo tempo il pallone che vale il match point (14-13). Quando Vladimir Grbic si porta al servizio, il pubblico è in piedi, pronto all’invasione di campo (dopo aver tifato urlando, cantando e sventolando le bandiere verdi e blu per tutta la serata) e, quando l’attacco degli ospiti finisce out, la festa può iniziare nell’esplosione di una gioia incontenibile: 3 a 2 (18-25, 21-25, 27-25, 25-20, 15-13). “Campioni, campioni” è il grido che si leva e coinvolge tutti: allenatore, giocatori, dirigenti e tifosi insieme, indistintamente. Vale la pena ricordare gli eroi di quella notte magica: il tecnico Gian Paolo Montali, il palleggiatore Paolo Tofoli (3), l’opposto Osvaldo Hernandez (top scorer della serata con 24 punti messi a segno), gli schiacciatori e ricevitori Marco Bracci (18) e Vladimir Grbic (9), i centrali Ihosvany Hernandez (14) e Andrea Gardini (6), il libero Marko Klok. Una notte in cui Roma ha capito di non poter vivere di solo calcio. Una notte da ricordare sperando che, anche nella Capitale, la grande Pallavolo possa presto tornare ad emozionare. (Fonti: “Guida al Volley 2001” e “I primi 30 anni della Lega Pallavolo Serie A Maschile” di Lorenzo Dallari)

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