Brasile, a 44 anni si ritira il libero più grande di sempre: Serginho “Escadinha” dice addio alla pallavolo giocata

Sergio Dos Santos “Escadinha” con la maglia del Brasile (Immagine Facebook Serginho Escadinha)

“…amici, è giunto il momento di ringraziare tutti coloro che, direttamente o indirettamente, sono stati con me nella pallavolo. Nemmeno nei miei sogni più belli avrei immaginato una simile impresa. Lascio il campo sorridente perché sono entrato, sorridendo. Sono felice di aver dato un contributo allo sport brasiliano…Ora è il momento di contribuire fuori dal campo. Non siate tristi! Rendetemi felice! Giocate a pallavolo. Vi voglio bene…” Con queste parole, pubblicate sul suo profilo Instagram poche ore fa, Sergio Dos Santos, meglio noto come “Serginho” e soprannominato “Escadinha”, ha salutato la pallavolo giocata. Nato a Diamante Do Norte (nel Paranà) il 15 ottobre del 1975, si appassiona alla pallavolo guardando la nazionale brasiliana trionfare per la prima volta alle Olimpiadi del 1992. E sarà la pallavolo a cambiare la vita di un venditore ambulante cresciuto a Pirituba (San Paolo) in un ambiente difficile, lungo una strada disseminata di trappole dove l’errore è dietro l’angolo ed è facile sbagliare, motivo per cui (durante il tragitto) perde molti amici. E’ per questo che Sergio, una volta ottenuto il successo attraverso lo sport, ha fondato l’istituto di “IS10”, nato con la volontà di offrire opportunità ai più giovani. Il suo ritiro, a 44 anni, arriva dopo aver vinto praticamente tutto. Con la maglia del SESI, a livello di Club, ha conquistato 1 Campionato brasiliano, 3 volte il Campionato Paulista ed 1 Campionato sudamericano per Club. Ma è con la maglia della nazionale verde oro che è diventato leggenda: 2 ori (Atene 2004 e Rio 2016) e 2 argenti Olimpici (Pechino 2008 e Londra 2012), 2 ori Mondiali (2002 e 2006), 7 World League (2001, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2009), 2 Coppe del Mondo (2003, 2007), 2 Grand Champions Cup (2005, 2009), 7 Campionati sudamericani (2001, 2003, 2005, 2007, 2009, 2011, 2015). Tra gli innumerevli premi individuali vinti (in qualità di miglior libero), non si può non menzionare quello di MVP ottenuto alle Olimpiadi di Rio nel 2016. Ora si dedicherà alla sua famiglia, al suo progetto sociale, ai cavalli e molto altro ancora. Nella biografia scritta da Daniel Bortoletto “Degrau po Degrau”, Sergio viene così descritto da chi ha lavorato con lui. Per Bernardinho (allenatore della nazionale brasiliana dal 2001 al 2016),  Serginho “E’ stato un guardiano dei valori. Vidi in lui la capacità di ispirare così tanti, che sarebbe stato un leader naturale. E divenne rapidamente un leader“. Per Angelo Lorenzetti, suo allenatore a Piacenza, Sergio Dos Santos era “un generatore di energia”. Qualità apprezzate anche dai compagni di squadra che hanno giocato con lui e che lo hanno sempre visto come un esempio. (Fonte: webvolei.com.br)

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