Eda Erdem, la guerriera che non è mai doma: tantissimi auguri alla centrale turca che compie oggi 33 anni

Eda Erdem con la maglia della Turchia durante gli Europei 2019 (Photo by Mert Bulent Ucma)

Istanbul. Ci sono immagini che valgono più di mille parole, fotografie destinate a diventare iconiche, capaci di racchiudere nello spazio di un’istantanea un tratto distintivo che trascende l’attimo immortalato dallo scatto, emblematiche perchè in grado di cogliere, trasmettendola a chi osserva, l’anima più profonda del soggetto ritratto nell‘immagine. Ovvero quella sensazione che si prova, sportivamente parlando, nell’ammirare la fotografia scattata da Mert Bulent Ucma nel corso dell’ultima edizione dei Campionati Europei di pallavolo femminile (2019) che ritrae la centrale della nazionale turca Eda Erdem la quale, pur mostrando la consueta trascinante carica agonistica, si staglia immobile, diritta, come un baluardo, lo sguardo determinato e l’indice puntato verso un traguardo, mentre i capelli raccolti in una coda di cavallo a treccia fendono minacciosamente l’aria, come guidati dalla sua indole di amazzone guerriera.  Nata ad Istanbul il 22 giugno del 1987, sesta figlia di una famiglia di immigrati jugoslavi, Eda Erdem inizia a giocare a pallavolo alla fine del 2000, nel Besiktas Gymnastics Club, come ogni ogni ragazza della sua età per stare bene fisicamente e socializzare nel tempo libero. Uno sport che le entra nelle vene, perchè come analizzerà lei stessa la pallavolo è lo sport migliore che una ragazza possa praticare durante la crescita, per allontanare l’io ed incontrare la sensazione del noi,  per quella capacità di sviluppare un’inevitabile senso di reciproca solidarietà ed amicizia tra compagne, necessario per il successo di una squadra. Ma nella sua crescita c’è anche altro, un talento che con l‘esercizio inizia a farsi strada lasciando emergere tutto il suo potenziale di giocatrice, riscrivendo così le priorità sue e quelle della sua famiglia. Nel 2004 diventa una giocatrice della prima squadra del Besiktas, vestendone la maglia per quattro stagioni (le ultime due da capitana). Nel 2005, intanto, era arrivata la prima convocazione in nazionale. Nel 2008 approda al Fenerbahce, inaugurando una lunga serie di successi, individuali e di squadra. Alla prima stagione (2008/2009) vince subito il Campionato turco. In quella successiva, oltre a concedere il bis in Campionato, la formazione gialloblu trionfa in Supercoppa ed in Coppa di Turchia, centrando anche la sua prima finale in Champions League, dove cede solo al tie break alla Foppapedretti Bergamo. Una delusione spazzata via qualche mese dopo quando, sempre nel 2010, la formazione di Istanbul (guidata dal tecnico brasiliano Ze Roberto) diventa la prima squadra turca a laurearsi Campione del Mondo, dopo aver sconfitto in finale le brasiliane dell’Osasco 3 a 0 (25-23, 25-22, 25-17) a Doha il 21 dicembre. A livello individuale, la Erdem viene premiata come giocatrice con il miglior servizio. L’appuntamento con la storia continentale è però rimandato di appena due anni quando, il 25 marzo del 2012, con il successo per 3 a 0 (25-14, 25-22, 25-20) nella finale disputata a Baku contro il Cannes, il Fenerbahce (ancora con Ze Roberto in panchina) sale sul tetto d’Europa. Eda Erdem (con 12 punti messi a segno) è la seconda miglior realizzatrice dell’incontro. Due anni dopo (2014), superando la storica formazione russa dell’Uralochka-NTMK Ekaterinburg nella doppia finale (successo per 3 a 2 in Russia il 26 marzo e per 3 a 0 ad Istanbul il 29 marzo), gli Angeli gialli (guidati stavolta da Marcello Abbondanza) si aggiudicano la Coppa CEV. Ad oggi, complessivamente, Erdem, oltre ai trofei internazionali, ha vinto con il Club 5 Campionati (2009, 2010, 2011, 2015, 2017), 3 Coppe di Turchia (2010, 2015, 2017) e 2 Supercoppe (2009, 2010). Con la maglia della Turchia, che ha indossato più di 300 volte, ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Europei del 2011 (realizzando 18 punti nella finale per il terzo posto vinta contro l’Italia 3 a 2). L’anno successivo (2012) conquista un altro terzo posto al World Grand Prix. Nel 2017, con l’inizio del ciclo del tecnico italiano Giovanni Guidetti alla guida della nazionale turca, arriva un’altra medaglia di bronzo agli Europei (con 12 punti messi a segno nel successo per 3 a 1 contro l’Azerbaijan valido per il terzo posto ed il riconoscimento di miglior centrale della manifestazione). Nel 2018, alla prima edizione della Volleyball Nations League, la Turchia conquista la medaglia d‘argento, superata solo al tie break dagli Stati Uniti. Nel 2019, l’emozione più grande, gli Europei in casa. Dopo una fase a gironi disputata ad Ankara e chiusa alle spalle della Serbia, quella ad eliminazione diretta inizia con il brivido. Il primo settembre, nella gara degli ottavi di finale giocata in Polonia, la Turchia soffre più del previsto contro la Croazia e, dopo essere andata in svantaggio, ribalta il match imponendosi 3 a 2 (26-24, 18-25, 31-33, 25-22, 16-14). Eda Erdem è la migliore della formazione turca con 21 punti messi a segno. Scampato il pericolo, la Turchia torna ad Ankara per i quarti di finale imponendosi 3 a 0 (25-20, 25-22, 25-20) contro l’Olanda (4 settembre). Con 12 punti realizzati, Eda Erdem è ancora la migliore della selezione di Giovanni Giudetti. Il 7 settembre è in programma la semifinale contro la Polonia. Le padrone di casa vincono 3 a 1 (25-17, 25-16, 14-25, 25-18) ed Erdem è la top scorer dell’incontro con 19 punti. Il giorno dopo (8 settembre 2019) sono più di 13.000 i tifosi che spingono la Turchia ad un passo dall’impresa, fino al 15-13 del tie break che premia la maggiore esperienza della Serbia di Zoran Terzic, tecnico di Eda al Fenerbahce. Una medaglia d’argento che Eda Erdem (premiata anche in questa edizione miglior centrale della competizione) dedica alle donne turche, perchè possono essere in grado di compiere qualsiasi impresa. All’inizio di quest‘anno, la capitana della nazionale è ancora protagonista nel successo della Turchia al torneo di qualificazione che vale il biglietto per le Olimpiadi di Tokyo: segna 15 punti nella vittoria per 3 a 2 sulla Polonia in semifinale e 14 nel 3 a 0 sulla Germania che riporta la nazionale turca ai Giochi per la seconda volta dopo Londra 2012. I risultati sportivi basterebbero da soli a giustificare la notorietà di questa formidabile atleta, una centrale di 188 cm che per la sua straordinaria propensione al colpo d’attacco è chiamata spesso a colpire più palloni di quelli che solitamente spettano ad una giocatrice del suo ruolo e che ama prendersi le sue responsabilità. Ma se in Turchia sono in molte le madri che vorrebbero dare il suo nome alle loro figlie, e se sono in tanti i tifosi che vorrebbero venisse eretta una statua in suo onore, significa che c’è molto di più. Perchè la stessa determinazione che mette sul campo da gioco, Eda Erdem la impiega lottando per la parità di genere. Non solo in ambito sportivo, sostenendo l’esercizio fisico per le donne come prevenzione da alcune malattie (attraverso una sana alimentazione, il controllo del peso corporeo e l’incremento della densità ossea). Ma non solo. Oltre che della nazionale, è orgogliosa di essere capitana di un club che ha sposato la campagna di solidarietà delle Nazioni Unite “HeForShe”, finalizzata al coinvolgimento di ragazzi e uomini contro la discriminazione femminile a tutti livelli: sociali, economici e politici. Perchè è convinta che lasciare un mondo migliore alle generazioni future sia la più grande responsabilità che riguarda tutti, uomini e donne. Lei, intanto, continuerà ad essere un punto di riferimento, a competere per rendere orgoglioso il suo Paese ed a rappresentare la forza delle donne turche. Tantissimi auguri di buon compleanno, Eda.

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