Dalla nazionale USA ai trionfi in Italia: buon compleanno a Keba Phipps, la “pantera” che sapeva solo vincere

Keba Phipps con la maglia di Bergamo (Immagine: Prima Bergamo)

Lakewood. 15-7 per le russe. Bergamo, 9 marzo 1997: finale di Coppa dei Campioni. Da una parte, tra le mura di casa, l’ambiziosa Foppapedretti di Atanas Malinov alla sua prima finale nella massima competizione europea, dall’altra il formidabile Uralochka-NTMK Ekaterinburg di Nikolay Karpol, già 8 volte campione d’Europa. Keba Phipps non è al meglio, acciaccata a causa di una pallonata in un occhio è entrata in campo con una vistosa bandana e occhiali protettivi. Eppure, alla fine del primo set, sente il bisogno di dare la scossa alle sue compagne. Come racconta Maurizia Cacciatori (la fuoriclasse azzurra regista di quella squadra) nella sua autobiografia, prima di entrare in campo per il secondo parziale, Keba si sbarazza della bandana e degli occhiali, fissa le sue compagne e chiede: “Siete con me oppure no?”. Poi: “Davvero volete che finsica così?”. La schiacciatrice statunitense tira fuori tutta la determinazione, la carica agonistica di cui è capace per trascinare la squadra rossoblu alla rimonta per 3 a 1 (7-15, 15-12, 15-9, 15-9) che vale il primo, indimenticabile, successo in Coppa dei Campioni nella storia della Foppapedretti. Nata negli Stati Uniti il 30 giugno del 1969, Prikeba (“Keba”) Reed Phipps cresce a Lakewood (California), nella contea di Los Angeles. Ha ancora 17 anni quando, nell’autunno del 1986, viene convocata per la prima volta nella nazionale a stelle e strisce, con cui conquista la medaglia di bronzo ai giochi panamericani nel 1987 e sale due volte sul podio ai Campionati Nordamericani (argento nel 1987 e bronzo nel 1989), prima del trasferimento in Italia dove inizia la carriera da professionista. Approda ad Ancona nel 1990 ed una stagione è sufficiente a mettere in evidenza un talento che la porta dopo appena un anno alla squadra che dominerà la prima metà degli Anni ‘90: Matera. In quattro stagioni in Basilicata (dal 1991/1992 al 1994/1995) vince 4 Campionati consecutivi (1992, 1993, 1994, 1995), 3 Coppe Italia (1993, 1994, 1995), una Coppa CEV (1992) ed una Coppa dei Campioni (1993). Notandola in un match di campionato tra la sua Foppapedretti e Matera, Luciano Bonetti decide di portarla a Bergamo, cosa che avviene. All’inizio della stagione 1995/1996 Keba Phipps è la giocatrice sui cui i tifosi bergamaschi ripongono la propria fiducia, che non sarà tradita. Il 3 marzo del 1996 la Foppapedretti conquista il primo trofeo della sua gloriosa storia: la Coppa Italia. Nella finale in cui Bergamo supera la Anthesis Modena 3 a 0 (16/14, 15/11, 15/10), la schiacciatrice statunitense è la miglior realizzatrice dell’incontro con 36 palloni messi a terra (15 punti e 21 cambi palla). Dopo il primo posto in Regular Season, la sfida con Modena si ripete anche nelle finali scudetto che vedono Bergamo conquistare il titolo in 4 partite (3 a 1), in ognuna delle quali Keba Phipps è la top scorer. Nella stagione successiva (1996/1997), Bergamo bissa i successi in Campionato ed in Coppa Italia, oltre al trionfo in Coppa dei Campioni. Dopo un anno vissuto a Napoli all’ombra del Vesuvio, Keba arriva a Modena nel 1998 e, sotto la guida di Jenny Lang Ping, conquista un altro Scudetto, l’11 maggio del 2000, al termine del successo in gara 5 a Reggio Calabria. Un anno dopo (18 marzo 2001), la sfida con Reggio Calabria si sposta sul palcoscenico europeo: Modena supera le connazionali 3 a 0 e vince la Champions League. Nella stagione successiva (2001/2002) torna a Bergamo e coglie il suo ottavo trionfo nel Campionato italiano. La sua ultima stagione in Italia (2002/2003) la disputa a Jesi, quindi vola verso il Brasile dove chiude la carriera (2003/2004) difendendo i colori del Minas con cui vince il campionato Mineiro. Adorata da tutti gli appassionati di Pallavolo che l’hanno potuta ammirare nei palazzetti in cui si è esibita, ha legato indissolubilmente la sua carriera all’Italia, che si è ritrovata di fronte anche in nazionale. A Berlino, però, il 15 settembre 2002, un problema all’occhio rimediato il giorno prima in allenamento le impedisce stavolta (a differenza di quanto accaduto qualche anno prima con Bergamo nella finale di Coppa dei Campioni) di prendere parte alla finale del Campionato del Mondo che gli Stati Uniti disputano contro l’Italia. Come sia andata è noto, e chissà se Keba, donna di grande fede, non abbia visto in questo un segno del destino: non sarebbe stato facile giocare contro il Paese che così tanto l’ha amata e nel quale ha vissuto le più grandi gioie sportive della sua straordinaria carriera. Dopo l’argento mondiale, con la maglia degli USA vince la medaglia d’oro nell’edizione 2003 del Campionato Nordamericano (che la vede premiata anche individualmente come miglio attaccante) e nello stesso anno ottiene anche il bronzo al World Grand Prix ed in Coppa del Mondo. Nel 2004 l’ultima medaglia, vinta in Italia a Reggio Calabria, in occasione del World Grand Prix: un bronzo conquistato il primo agosto dopo aver vinto 3 a 0 (10 i punti messi a segno da Phipps nell’occasione) la finale per il terzo posto contro Cuba. L’indomita guerriera, 192 cm di classe e potenza che intimoriva gli avversari e faceva sognare i propri tifosi, oggi continua il suo impegno nella pallavolo insegnando questo meraviglioso sport alle ragazze più giovani. Tantissimi auguri di buon compleanno.

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