LVF, l’alternativa si chiama Agil Volley: l’Igor Gorgonzola Novara e lo strapotere dell’Imoco Volley Conegliano

(Immagine Agil Volley Novara)

Trecate. Il 15 novembre forse avremo le idee più chiare, anche se probabilmente sarà ancora troppo presto (per l’insolita preparazione che c’è stata e complicanze annesse che probabilmente caratterizzeranno l’intera stagione). Per quella data (dodicesima giornata di regular season del massimo campionato italiano di pallavolo femminile) è infatti fissato il big match del Pala Igor tra l’Agil Volley Novara e l’Imoco Volley Conegliano. La partenza a razzo della corazzata veneta, capace in estate di mantenere invariata la sua formidabile formazione tipo (Wolosz / Egonu, Hill / Sylla, Folie / De Kruijf, De Gennaro), arricchendola di credibili alternative (Fahr, Gicquel, McKenzie Adams) per consolidare la supremazia in Italia e provare a prendersi quell’Europa che nella scorsa primavera forse solo la pandemia le ha negato (perchè, quando tutto si è fermato, eccezion fatta del VakifBank Istanbul di Giovanni Guidetti, nessun altro team sembrava all’altezza delle pantere), era abbastanza scontata. L’incognita, semmai, era cercare di capire chi, dal gruppo delle inseguitrici e candidate a conquistare un posto in Europa, si sarebbe per prima staccata per provare a tenere il passo dell’inarrivabile capolista. Scandicci aveva fatto la voce grossa annunciando l’arrivo di uno dei tecnici più vincenti della pallavolo italiana ed internazionale, oltreché l’unico (alla guida di Novara) ad arginare lo strapotere di Conegliano conquistando una Supercoppa (2017), due Coppe Italia (2018, 2019) e, soprattutto, la Champions League in quell’indimenticabile finale del 18 maggio 2019 alla Max-Schmeling-Halle di Berlino. L’arrivo del tecnico modenese non ha però coinciso con una campagna acquisti all’altezza delle aspettative. I mutati scenari economici hanno consentito alla Savino Del Bene di allestire un roster certamente competitivo, ma sicuramente non all’altezza (per esperienza e profondità) a quello delle annate precedenti. Se la capitana Ofelia Malinov rappresenta già una certezza granitica, l’innegabile talento e straordinario potenziale delle “classe 2000” Marina Lubian, Elena Pietrini e Magdalena Stysiak ha bisogno di fare un ulteriore step prima di poter puntare all’obiettivo massimo. Barbolini è certamente il tecnico giusto per costruire un ciclo, ma forse c’è da aspettare almeno un anno. Ed allora, ecco che la decisione del club fondato nel 1983 da suor Giovanna Saporiti di affidarsi ad un allenatore vincente (Bergamo, Minas) e, per quanto giovane, già con un percorso importante alle spalle, come Stefano Lavarini (che proprio a Novara aveva avuto un’importante esperienza agli inizi della sua carriera da coach) appare come la risposta più concreta, l’alternativa più credibile, al dominio dell’Imoco Volley. Alle conferme della capitana Cristina Chirichella, Micha Hancock e Stefania Sansonna, sono state aggiunte tre giocatrici (Britt Herbots, Haleigh Washington e Sara Bonifacio – quest’ultima già a Novara con tanto di tricolore nel 2017) che proprio con il tecnico piemontese avevano vissuto un’eccellente annata a Busto Arsizio, la classe di Caterina Bosetti (anche lei di ritorno a Novara ed in cerca di riscatto dopo un’esperienza non troppo fortunata), il talento di uno dei migliori opposti emergenti in Europa (Malwina Smarzek) ed un’alternativa di primissimo livello in posto quattro come Nika Daalderop. La partita di ieri, per stabilire chi fosse la più autorevole candidata all’inseguimento di Conegliano, ne è stata una prima conferma. A Scandicci, Novara ha dominato i primi due set, ha subito poi la reazione della padrone di casa, e si è imposta infine al tie break. Tutto questo con una Chirichella non ancora al 100% (e quindi non impiegabile per l’intera durata di un match) e con una Smarzek (forse sotto pressione per il confronto con la connazionale e pari ruolo Stysiak) non certo nella sua giornata ideale, ben al di sotto dei suoi standard, ed uscita praticamente dalla partita dopo i prima due parziali (con Lavarini, vista l’assenza di Elisa Zanette, impossibilitato ad utilizzare l’altra freccia a disposizione nel suo arco). E’ solo la settima giornata di campionato e, anche se magari non lo ammetterà nessuno, al di là degli evidenti risvolti emotivi, la posta in palio era altissima, come testimoniato da una tensione (agonistica e non) che ha registrato livelli decisamente elevati. Entrambe cresceranno ancora, ma Novara ha già dimostrato di avere qualcosa in più. I prossimi mesi di lavoro serviranno a Lavarini per mettere a punto il suo gioco. E chissà se, all’inizio del 2021 (nel week end del 23/24 gennaio è in programma la Final Four di Coppa Italia), Novara non possa già essere qualcosa in più della prima delle inseguitrici…

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