Leggende della Pallavolo, la sola ed unica Kim Yeon Koung: “le esperienze sono un faro che mi guida nel cammino“

Kim Yeon Koung (Immagine FIVB)

Di seguito la sintesi e traduzione di un articolo pubblicato sul portale della Federazione Internazionale della Pallavolo. “Amore, fiducia, anima, passione, stella, speranza, impegno, sogno, rispetto e sola ed unica“, ha detto la superstar della pallavolo sudcoreana Kim Yeon Koung sulle parole che le vengono in mente per descriverla e per ciò che ha rappresentato nel ultimi dieci anni. “Le esperienze degli ultimi dieci anni sono come un faro di luce che guida il mio cammino. Giocare in ​​nazionale ed in importanti campionati d’oltremare non sono solo la meta dei miei sogni, ma piuttosto l’inizio di una nuova tappa del mio lungo viaggio. Ho sudato tanto e più di chiunque altro negli ultimi dieci anni. Questi sforzi mi aiuteranno ad affrontare le difficoltà e saranno la luce che mi guiderà nelle strade buie“. Kim ha trasformato il suo duro lavoro in grandi risultati ed all’età di 32 anni è sempre al top. “Le Olimpiadi sono un palcoscenico da sogno per ogni atleta. Essere in grado di arrivarci e raggiungere la semifinale è stato un grande risultato. Non sono riuscita a vincere una medaglia, ma sono stata felice di aver ottenuto il miglior risultato per la Corea dal 1976. È stato un grande onore essere l’MVP dell’edizione 2012, la prima nella storia della pallavolo coreana“. “Ricordo la Champions League 2011-2012, che è stata la mia prima presenza in un campionato europeo. Giocavo per il Fenerbahce, che era considerata una squadra da favola perché c’erano tante fuoriclasse. È stato un grande onore lavorare con quelle giocatrici e con lo staff della squadra. Abbiamo vinto la Champions League per la prima volta nella storia del club e sono stata anche la prima giocatrice nella storia della pallavolo asiatica a ricevere un premio di MVP in Champions League“. Dopo undici anni all’estero, a partire dal suo viaggio in Giappone, seguito dalle esperienze in Turchia e Cina, Kim è tornata in Corea per giocare con le Heungkuk Life Pink Spiders. “Ho passato tante cose negli ultimi undici anni, dal vivere da sola all’estero ad avere difficoltà di comunicazione, differenze culturali e stili di vita diversi. Ho imparato che tutto dipendeva da me e dovevo sopportare ed impegnarmi per riuscire ad ottenere qualcosa. In questo lungo periodo ho acquisito molta esperienza e sono diventata più forte sia fisicamente che mentalmente. Ho anche accresciuto la voglia di vincere e la spinta a diventare una giocatrice migliore. Chiunque sogna di ottenere qualcosa deve lavorare sodo e continuare a provare anche quando le cose non funzionano. Perché questo è l’unico modo per avvicinarsi alla realizzazione di un sogno”. (Fonte: FIVB)

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